Chiara
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a mia vita mi ha spinta ha travalicare l'immanente, per arrivare al trascendente.
In questo specchio della mia anima potete vedere angeli e demoni; poichè mi divido tra luce ed ombra, così come il mio nome è il mio destino.

Non riuscendo a portare il trascendente nella mia quotidianità, scelsi di rinunciare alla materia per arrivare allo spirito. Volevo vedere oltre al velo, arrivare alla luce in fondo al tunnel, arrivare oltre la morte della notte per vedere l'alba... Ma più velocemente mi spingevo verso quella luce, più le ombre divenivano dense...

Così decisi di tornare indietro. E di portare con me parte di quella luce, rivelare il mio universo pur nella consapevolezza che pochi lo avrebbero compreso. Vidi quei demoni e quegli angeli; e li afferrai, portandoli con e dentro di me, attraverso strade immerse in profondissimo silenzio e somma quiete; paesaggi marmorei di struggente bellezza.

Muta, incapace di parlare la lingua degli altri esseri umani, imparai quella dell'Arte. Luci ed ombre si fusero insieme in diari dipinti.

Rivelare me stessa volle il prezzo di diventare ciò che sono: Cassandra condannata a non essere creduta, Sacerdotessa devota al culto del Silenzio, nata sotto Saturno. Mutevole seppur immobile; viva tuttavia non vivendo. Perchè è nel buio più profondo, che la luce è più vivida...

Chi Sono

Il mio nome è Chiara e sono nata il 7 Maggio di qualche anno fa a Mantova, città dall'atmosfera decisamente antica e ricca di storia e di arte. Come tutti i bambini in età prescolare, adoro disegnare. La salute molto cagionevole, a causa di un problema diagnosticatomi all'età di cinque anni, mi accompagnerà per tutta la vita rendendo la mia infanzia e l'adolescenza marcate da un forte senso di isolamento. A nove anni di scopro Oscar Wilde grazie ad un libro di fiabe che mi viene regalato: resto incantata dalle atmosfere meravigliosamente suggerite, tanto da poter quasi vedere quello che leggo. Oscar Wilde resta da allora uno tra i miei scrittori preferiti. Se la lettura diventa il mezzo col quale soddifare una foete curiosità verso tutto ciò che è sconosciuto, il disegno diventa ben presto il mio mezzo espressivo preferito.

La mia adolescenza mi vede maturare una personalità piuttosto "solitaria" (lo sono tuttora), leggo molto, apprezzando soprattutto i racconti di Edgar Allan Poe ei HP Lovecraft, la cui vita straordinaria mi incuriosisce molto. Lovecraft è tuttora l'autore al quale mi sento più vicina come illustratrice. Leggo le sue storie accompagnata dalla musica di Yngwie J Malmsteen, che non ha mai fatto mistero di essere influenzato dallo scrittore di Providence. Disegno sempre, attirata dal tratto di Tetsuo Hara non riesco a contare quante volte ne abbia riprodotto i personaggi.

I miei vent'anni ed un diploma conseguito con 58/60, mi portano a decidere di iscrivermi al dams di Bologna, indirizzo storia dell'arte moderna. Mi appassiono al Rinascimento del Nord Europa, soprattutto al lavoro di Albrecht Durer, e progetto di redarre una tesi su "arte e alchimia nell'opera di A. Durer". Frequento un paio di anni, ottenendo una media del 30 con lodi, ma la salute peggiora ulteriormente, costringendomi a lasciare gli studi per affrontare un periodo molto difficile (sebbene fortunatamente conclusosi), marcato da continui ricoveri in ospedale e relativi interventi chirurgici.

E' dal 2006 che inizio, dopo varie vicissitudini, a lavorare e a pubblicare su commissione, illustrando racconti e scritti di scrittori italiani e stranieri, da E.A Poe, a Walter Jon Williams a Michael Moorcock per citare alcuni tra gli stranieri; Giulio Leoni e Gianfranco Nerozzi tra gli altri per l'Italia. E' comunque HP Lovecraft che mi fa essere maggiormente conosciuta come illustratrice.

Al momento vivo in un piccolo borgo dell'Appennino, non molto distante da dove Umberto Eco ha voluto ambientare il suo "Il nome della rosa".

 

Il mio Lavoro

Sono stata quasi completamente "autodidatta"; per quanto questo termine possa avere valore, giacchè sono convita che anche lo studio dei Grandi del Passato possa costituire una validissima fonte di insegnamento.

Essendomi formata soprattutto sulla storia dell'arte, piuttosto che sul fumetto, è stato naturale per me lavorare a tavole che abbiano un'impianto dal taglio decisamente classico, più che vignettistico.

L'utilizzo della mia tecnica in bianco e nero è infatti stato sviluppato lavorando moltissimo sulle xilografie e sulle incisioni del "Maestro di Norimberga" Albrecht Durer, che ha avuto un notevole impatto sul mio modo di disegnare. Sia a causa della tecnica, che delle tematiche da lui trattate, intrise di spiritualità e alchimia.

Ho avuto poi la fortuna di incontrare sulla mia strada Dalmazio Frau, che mi ha aiutata moltissimo a migliorare il mio modo di lavorare, e che ritengo il mio Maestro oltre che Amico.
Ben venga chi, leggendo queste pagine, voglia aiutarmi a perfezionare il mio lavoro.

Oltere a questo, sono molti i fattori che influenzano il mio lavoro, prima di tutto la mia esperienza personale. Spesso anche le semplici suggestioni di un particolare momento del giorno, semplici sensazioni del momento, letture, musica, poesia, cinema . Anche molti ricordi dell'infanzia sono vivi nella mia memoria e vanno a costituire una buona scorta di quelle ispirazioni a cui attingo volentieri.

 

Influenze

Amo molto l'arte Rinascimentale, soprattutto Albrecht Durer, come avrete capito il mio Artista preferito. Mi piacciono i chiaroscuri forti di Caravaggio, le delicatezze di Rosso Fiorentino e la forza dei colori di Pontormo; il Perugino dalle grandiose architetture e Raffaello; Michelangelo Buonarroti, Guido Reni. Per poi passare al seicentesco Salvator Rosa, al più tardo inglese Joseph Mallord William Turner di cui adoro i cieli e le atmosfere vaporose, per arrivare a Caspar David Friedrich, e le correnti dei Simbolisti e dei Preraffaelliti. Una menzione particolare meritano alcuni grandi Contemporanei che amo molto: Salvador Dalì e Francis Bacon. Tra gli artisti viventi riesco ad apprezzare solo Matthew Barney.

Ascolto molta musica, che mi accompagna durante le mie giornate e spesso è la mia maggiore fonte di ispirazione. Non amo fossilizzarmi su di un unico genere, poichè credo che ogni stato emotivo abbia una propria "recettività musicale" che va rispettata e accettata. Per questo motivo riesco agevolmente a passare tra generi diversi, che vanno dall'Heavy Metal di Iron Maiden, Helloween, Alice Cooper, Yngwie Malmsteen; alle band come Nightwish, o HIM, Placebo; il cosiddetto Brit Pop di Coldplay, The Verve, Franz Ferdinand, Interpol, Kasabian; mostri sacri quali The Police, David Bowie, Queen o Pink Floyd; fino alla ricerca dei Radiohead del geniale Thom Yorke; alle atmosfere oniriche e dolci dei Sigur Ròs, Bjork o Tori Amos; alla classica darkwave dei Cure e dei Virgin Prunes; ai Maestri Franco Battiato o Angelo Branduardi. Della scena contemporanea a livello italiano, adoro innanzitutto i BluVertigo; il pop-rock-dance dei Planet Funk e la ricerca classica di Giovanni Allevi. Come eredità di famiglia, sono stata cresciuta a Maria Callas e Luciano Pavarotti, in una famiglia i cui nonni cantavano rispettivamente come Baritono e Soprano. :) Questo mi ha portata ad apprezzare la Classica, soprattutto quella del periodo Barocco, come Vivaldi, Albinoni, Pachelbell, Bocccherini e i più tardi Mozart e Behethoven.

Amo spaziare anche sul fronte delle letture, per la maggior parte trattasi di saggistica, ma non disdegno la letteratura per i momenti di evasione. Essendo molto curiosa, i miei interessi spaziano da religione; psicologia (soprattutto Junghiana); storia; storia sociale; storia dell'arte; antropologia culturale; astronomia; qualcosa che riesco a capire di fisica; filosofia (orientale per lo più, ma sto rimediando anche facendomi una cultura su ciò che è il nostro patrimonio "di casa"). L'incontro con la scuola Geluk del Buddhismo Tibetano mi ha fatta notevolmente maturare sia dal punto di vista personale che da quello artistico, come diretta conseguenza.

Per quanto riguarda la letteratura, amo molto gli autori giapponesi come Banana Yoshimoto, Junichiro Tanizaki o Yukio Mishima; e i classici anglosassoni come Wilde, Stoker, William Shakespeare, Virgiania Woolf, William Makepiece Thakeray, Charlotte Bronte. . Da non trascurare i già citati Edgar Allan Poe e Howard Phillips Lovecraft. Tra i contemporanei stranieri amo Stephen King, Clive Barker e Michael Moorcock; per quanto riguarda gli ialiani sono una fan di Mauro Corona, Umberto Eco e Sergio Campailla.

Non trascuro quelle ottime fiabe contemporanee che sono gli anime (sono una consumatrice di cartoni animati, non fatevi trarre in inganno ^ ^ ) ma soprattutto manga, tra i quali prediligo "Hokuto No Ken" e lo spettacolare "Hana no Keiji" della coppia Bronson-Hara; "Neon Genesis Evangelion"; "Trinity Blood" (Lord Gyula Fan ^ ^); sono un'insospettabile fan di "Sailor Moon" della bravissima Naoko Takeuchi, di cui apprezzo moltissimo il modo di utilizzare il colore e le atmosfere che riesce a suggerire; il notevole "Cesare" di Fuyumy Souryo (di cui ho potuto apprezzare "Mars"); i fantastici "Gokinjo Monogatari" e "Nana" di Ai Yazawa, che adoro; "Patlabor"; "Ghost in the Shell"; l'intramontabile "Capitan Harlock" di Leji Matsumoto, tanto per citarne alcuni. Non c'entra nulla con l'ambito giapponese, ma trovo magistrale, semplicemente una pietra miliare, "Il Corvo" di James O'Barr: la storia perfetta, a mio parere.

 

Le tematiche

Credo, per esperienza, nella regola che ciscuno di noi debba in sostanza parlare di ciò che conosce, se vuole farlo nel migliore dei modi. Per questo le tematiche che sviluppo nel mio lavoro sono attinte a piene mani in quello che è il mio vissuto emotivo. Se parli di dolore, non necessariamente devi essere costretto a viverlo nella tua quotidianità, ma devi conoscerlo, deve essere "attaccato ai tuoi atomi", come spiega Eric Draven tra le pagine create da James O'Barr.

Il decidere di rappresentare in maggioranza (anche se non in via esclusiva) ciò che Sigmund Freud definiva "Unheimlich", ovvero "Perturbante", ha per me il valore delle Vanitas del 1600. Un memento-mori, sicuramente, ma in un certo senso qualcosa di profondamente vitale, poichè credo che soltanto dalle esperienze perturbanti, considerate negative, si possa apprezzare meglio l'esistenza. Questa scelta, forse, può far si che io venga definita come un'illustratrice "dark", "weird" oppure "horror". Ma si tratta solo di etichette; buone, per quanto mi riguarda, solo per decidere quale marmellata usare la mattina sulle fette biscottate.

L'estetica "dark" delle mie tavole è dovuta credo ad un'eredità emotiva di mio padre. Era lui a scegliere l'inverno per andare a farsi una passeggiata a Boscofontana, nei dintorni di Mantova. Era lui ad avere quel senso estetico sicuramente discutibile che ho ereditato assieme ad un pessimo senso dell'umorismo. Basti pensare che a causa del suo lavoro entrava talvolta in contatto con vecchie vestigia di tombe e frammenti di pietre decisamente antiche; e una volta ebbe l'idea di portare a casa una lapide raffigurante un angelo. L'abbiamo ancora, in giardino. E non ditemi che questo spiega molte cose ^ ^.

 

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